Una settimana torrida

Il tempo, il clima, offrono sempre infiniti spunti di conversazione. A volte servono a gente che non sa bene come mettere in piedi un discorso, a volte sono oggetto di preoccupati dialoghi scientifici. Per i pastori, che ogni capriccio del tempo lo vivono immediatamente sulla loro pelle, la metereologia è uno degli elementi base della giornata.

C'è stata una settimana torrida, con giornate di bel sole, caldo, poi caldissimo. I primi giorni volentieri si toglievano maglie e camicie, ma poi iniziavano ad esserci le prime dolorose scottature sul collo e sulle spalle, impreviste nel sole di inizio aprile. Ma a stupire era soprattutto quel caldo che già ti spingeva a cercare l'ombra, quel caldo che ti toglieva le forze, che rendeva un forno l'auto lasciata parcheggiata sul bordo di una strada, di fianco ad un boschetto, accanto ad un prato.

Le pecore pascolavano felici nelle ore del mattino e del pomeriggio, cercando poi l'ombra a metà giornata, così come accade nel mese di maggio, prima di partire verso l'alpe. Il prato è inframmezzato da pianticelle di castagno ben protette sia dal gregge, sia dai caprioli che escono dai vicini boschi. Spesso si vedono piante già scortecciate ancor prima che arrivino le pecore ed il pastore spera sempre che il proprietario lo sappia e non incolpi poi i suoi animali.

L'aria tiepida, i colori della primavera, è davvero un momento splendido, specialmente qui sulle colline, dove l'aria è più limpida rispetto alla pianura. Ma è un momento rapido, i fiori di ciliegio durano pochi giorni, poi il vento si porterà via i petali. Ed il vento arriverà davvero qualche giorno dopo, un vento freddo che seccherà la terra e farà rinpiangere il caldo dei giorni precedenti. "Il tempo non è più a posto…", senti dire spesso. In effetti lo sbalzo termico sarà davvero forte, tutto nel giro di pochissimi giorni.

Adesso nei prati stai più a lungo, non è più come quando in pochissimo tempo si esauriva l'erba e bisognava già spostarsi. Con l'abbondanza di erba che c'è in giro, c'è da restare nei pezzi tutta la mattina, spostandosi poi nel pomeriggio. Già, quell'erba che però viene vecchia, come si diceva, e dura, con spighe in fiore… Ma peggio ancora è vedere come la gente combatta l'erba spargendo diserbanti e disseccanti sul bordo della strada. Subito non lo noti e passi con il gregge, poi ti accorgi che un animale, due, tre hanno lo sguardo fisso, iniziano a perdere bave dalla bocca. Qualche giorno dopo vedi un tratto con l'erba gialla e secca lungo la strada, e non è solo effetto del vento e del sole. "Dovrebbero vietare di usare quelle porcherie!!", impreca il pastore. "Non dico solo per le pecore, ma passa un bambino, strappa un filo d'erba, lo mette in bocca…".

Un altro prato con l'erba davvero alta. Le pecore lì ne avranno per tutto il pomeriggio, ma per la sera bisogna spostarsi altrove. Il giorno dopo il pastore ha bisogno di qualche ora libera e, dopo quei prati sulle colline, lo aspetta un grosso prato più in basso, dove per qualche tempo non bisognerà affrontare lunghi spostamenti Il trasferimento avverrà quando ormai sarà praticamente notte, un cammino nel bosco, lungo piste e sentieri, cercando di non scivolare e non prendersi troppi rami in faccia, seguendo le macchie chiare delle pecore, perchè di luce ormai non ce n'è più, lì nel bosco.

Il grosso prato in effetti dura per diversi giorni, quelli più caldi. L'effetto delle temperature elevate si vede ovunque, con il verde tenue e le chiazze bianche dei ciliegi che risalgono le pendici delle montagne, mentre la neve si ritira, si scioglie, riempie i canaloni con le ultime valanghe. Ci sono ancora così tante cose da fare prima della transumanza, ma questo caldo fa capire che alcune non possono essere rimandate all'infinito, bisogna darsi da fare ed iniziare ad entrare nell'ordine di idee che la primavera passerà veloce, volerà via in un attimo.

In quell'erba così alta salta e starnutisce il nuovo arrivato, mentre il polline gli cosparge il pelo. Bill è qui da pochi giorni, ma sembra che si stia ambientando bene. Chissà se verrà un buon cane da lavoro? Il viaggio per andarlo a prendere è stato lungo, ma si è trattato anche di un'occasione per fare una gita ed andare a trovare un'amica.

Piccoli spostamenti dal recinto ai pascoli, è quasi una pacchia, non fosse che comunque bisogna tirare reti a protezione di alberi da frutta, vigneti, giardini confinanti con il prato. Le giornate si stanno allungando sempre più, ma c'è spesso così tanto da fare che alla sera si è sempre più stanchi ed al mattino la sveglia suona inevitabilmente troppo presto.

Quel pomeriggio ci sarà anche un altro arrivo. Il gregge si prepara ad ospitare Mirka. Quest'estate dovrà dimostrare la sua efficacia nella difesa contro i lupi. La speranza è quella che non ce ne sia bisogno, che i predatori se ne siano andati, ma è più che altro un'illusione, perchè dalle vallate continuano le segnalazioni di avvistamenti del predatore. La veterinaria che segue l'inserimento di questi cani spiega al pastore come gestire Mirka nei primi tempi. Si valuterà la sua convivenza con gli altri cani e con il gregge, in modo da avere un animale efficiente quando si salirà in alpe.

Il primo incontro è con gli altri maremmani, che un po' le abbaiano, un po' la annusano, mentre i cani da lavoro non mostrano di essere particolarmente interessati. Un buon maremmano non deve allontanarsi dal gregge, deve essere aggressivo con i predatori, ma non con i turisti, non deve arrecare danno alle pecore, anche solo giocando.

L'ideale sarebbe che se ne stesse lì senza far niente tutto il giorno, con l'unico compito di controllare, sorvegliare, ed entrare in azione in caso di necessità. I veterinari se ne vanno, Mirka sembra triste per essere stata "abbandonata" lì, ma non bisogna nemmeno viziarla con coccole e carezze, altrimenti si rischia di avere un cane che andrà incontro scodinzolando ad ogni visitatore, tralasciando il suo lavoro di sorvegliante.

Ancora qualche ora al pascolo nel tardo pomeriggio, quando il sole si abbassa e finalmente fa meno caldo. Non c'è stata una nuvola in cielo nel corso di tutta la giornata. L'aria adesso è tiepida, più fresca in basso verso il ruscello, ancora calda come d'estate in alto sulla collinetta, accanto ad un terrapieno o un muro in pietra. Ci si interroga su quanto potrà durare ancora questo caldo, mentre le previsioni del tempo annunciano un cambiamento a breve. Qualche goccia di pioggia non farebbe male, anche se il rischio è quello che venga piegata l'erba ormai troppo alta.

Si tiene sotto controllo il cucciolo, si guarda come si comporta la cagna in mezzo al gregge, ed intanto un giovane capretto maschio dimostra a tutti di che pasta è fatto, prendendo a testate una pecora. Il piccolo non cede, mettendo in fuga la malcapitata e avanzando tutto tronfio. Sicuramente un bel caratterino!

Un esemplare del genere di certo non sarà tra quelli che verranno venduti per Pasqua! Mentre il capretto stabilisce il suo predominio, si finisce di spostare le reti del recinto per la notte. Adesso la sera è fresca, fortunatamente le notti non sono ancora così torride come d'estate, anche se in giornata si sono raggiunti e superati i 30°C! Quando i pastori chiameranno le pecore nel recinto sarà ormai notte, poi c'è ancora da dar da mangiare ai cani, che ormai sono aumentati di numero, mungere qualche capra, controllare che un paio di agnelli abbiano succhiato latte a sufficienza…

About these ads

Una risposta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...