Asini, capre e cani dal Centro-Sud

In questo weekend di immobilità forzata (ahimè, senz'auto!), inizio a pescare nei miei archivi per presentarvi qualche storia che mi avete inviato. Qualcuno magari avrà perso la speranza di vedere pubblicato il materiale che mi aveva spedito… Invece no, poco per volta troverà il suo giusto spazio qui. Oggi andiamo nel Centro-Sud Italia. A dire la verità, mi piacerebbe ricevere più spesso notizie da altre regioni dove si pratica la pastorizia, così da imparare, conoscere e favorire anche "scambi" tra diverse realtà italiane.

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Per prima cosa, riprendo l'appello pubblicato qui sul sito QualeFormaggio. Si tratta di 30 capre di razza napoletana, razza in via d'estinzione, che rischiano di finire al macello. Nel sito trovate tutte le informazioni ed i contatti, se siete interessati al loro acquisto.

Fernando, da l'Aquila, ci manda i saluti ed una foto di Alissa, cane Pastore Abruzzese verace, sette anni di età.

Veniamo poi agli asini di Nicolò. Questo amico ci scrive per raccontarci dell'Asino ragusano. Lascio a lui la parola per parlarci di questa razza. "La zona d’origine sono i territori limitrofi al comune di Ragusa. È una razza di recente costituzione (1953), quando l’Istituto di incremento ippico di Catania ha istituito i caratteri tipo e detiene anche il registro anagrafico."

"Il “ragusano” è stato ottenuto in seguito ad alcuni lavori di incrocio e successivi “rinsanguinamenti” tra l’asino di “Pantelleria”, di “Martina Franca” e quello “catalano”. Fu costituito questo genotipo per la richiesta continua da parte dei contadini di animali molto rustici per soma e tiro e soprattutto per la produzione di muli; da ricordare che i muli derivati dagli asini ragusani hanno combattuto a fianco dei nostri soldati durante l’ultimo conflitto. Ha un temperamento nevrile ed energetico, si adatta anche a climi diversi da quello siciliano."

"Molto particolare è la mungitura; le asine non riescono a dare più di 2 litri di latte (le migliori) a mungitura. Quest’operazione nella maggior parte dei casi viene effettuata a mano o con piccole modifiche ai sistemi mungitori degli ovi-caprini. L’asina, per cedere il latte nella mungitura a mano, deve sentire vicino il suo piccolo, il quale attraverso la suzione e lo stimolo al capezzolo porta alla liberazione dell’ossitocina e quindi all’eiezione del latte. Questo tipo di mungitura ancora si riscontra negli allevamenti siciliani tradizionali, i quali allevano incroci o mucche “modicane”, le quali per cedere il latte hanno bisogno del vitello. Con il frequente affermarsi delle varie intolleranze al latte vaccino, recenti studi (ma conoscenze antiche), hanno portato alla sostituzione di quest’ultimo con il latte d’asina. È quello che maggiormente si avvicina per le proprie caratteristiche organolettiche a quello umano. È fonte di vita per molti bambini e sta sostituendo con successo  il latte alternativo di soia. Il prezzo nel mercato siciliano varia da 10 a 15€/ litro."

"Con un disegno di legge, d’iniziativa del senatore Minardo del novembre 2004, si incomincia a parlare di finanziamenti per il recupero e la valorizzazione dell’asino Ragusano. L’assessorato Agricoltura e Foreste concede agli allevatori sonvenzioni di carattere economico a tutti coloro che intendono allevare questa razza asinina. Per l’ottenimento del premio l’asino deve avere determinati requisiti che caratterizzano lo standard di razza, per la valutazione di questi la Regione si avvale dei valutatori dall’Associazione Regionale Allevatori."

Grazie a questi amici per i loro racconti/testimonianze. Se avete anche voi storie da raccontare, foto, segnalazioni… scrivetemi!

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