Quando la miss… è una mucca!

Dovrei raccontarvi dei miei due giorni in terra biellese, ma per una volta lascio indietro le pecore per dare spazio alle vacche. Riprenderò il tutto al mio ritorno dalla Svizzera, quando avrò chissà quante cose da narrare. Mi sa che dovrò prendere appunti, visto che in questi giorni ho così tanti pensieri che si accavallano a riflessioni di ogni tipo.

Oggi sono stata a Miss Mucca, l’annuale manifestazione di bellezza bovina che si tiene a Pragelato, in Val Chisone. Le miss qui sono loro e sono addobbate con i rudun più belli, per l’occasione!

Quest’anno la giornata era ottimale per quello che riguarda il clima, un po’ meno per la concomitanta di innumerevoli altri appuntamenti di vario tipo nella valle. Alle 10 del mattino pertanto c’era ancora poco, pochissimo pubblico, e gli allevatori presenti mugugnavano per questo "inconveniente". Inoltre era stata fatta poca pubblicità: anche su internet si faticava a trovare tracce dell’evento, che negli anni precedenti invece aveva molto risalto anche sulla carta stampata locale.

Gli animali, ignari delle beghe degli uomini, se ne stavano negli spazi loro assegnati, tranquilli e beati, godendosi l’aria fresca e facendo risuonare i campanacci ad ogni movimento. I gruppi di vacche corrispondevano ovviamente a singoli allevatori e ciascuno stava nei pressi del "recinto", a controllare che non succedesse qualche inconveniente. La provenienza era quella degli alpeggi dei dintorni, i principali, i più vicini, ma poi c’erano anche allevatori da altri alpeggi, questi eventi sono l’occasione per incontrarsi e fare quattro chiacchiere.

C’era anche uno spazio destinato alla vendita dei formaggi ed un altro per l’artigianato. In alcuni casi era perfettamente a tema, come potete vedere…

Questo cartello può servire anche da mettere davanti all’alpeggio, non si sa mai…

Dai recinti confinanti, due concorrenti si studiano, valutando le reciproche possibilità di vittoria… In questo caso il concorso è una questione di prestigio per gli allevatori, portare a casa il titolo non è niente di più che un riconoscimento per la propria stalla, per le proprie capacità di scegliere, selezionare ed allevare gli animali.

Inizia ad esserci più gente in giro: questo assembramento di curiosi e fotografi è tutto concentrato accanto ad una vacca che sta allattando il suo vitello. Qua e là si colgono strane esclamazioni ed affermazioni che fanno rabbrividire: la gente non sa più nulla della campagna, dell’allevamento… "Pensa, dove sto io, c’è una che tutti gli anni mi taglia il filo delle vacche con le cesoie: dice che io metto gli animali nel lager, perchè c’è il filo con la corrente! Ma se le sposto, do il pezzo… Inutile fare parole, c’è gente ignorante e stupida!"

Luca mi dice che questo mondo va verso l’estinzione, non c’è un futuro. Troppa intolleranza, troppa ignoranza, troppa burocrazia e mancanza di onestà. Mi racconta innumerevoli episodi successi in passato, alcuni sul filo dell’incredibile, ma tutti portroppo reali. "Le campane? Dovresti toglierle tutte le sere, dopo le 22 non si potrebbero lasciare al collo delle vacche, se le hai vicino alle case. Sono schiamazzi notturni!"

Francesca finisce di abbellire i suoi animali con le coccarde preparare appositamente da sua sorella. Un bambino, con fare competente, le augura di avere di nuovo la vacca vincitrice tra quelle lì in mostra.

Anche Maura sta aiutando l’amica e per me è stato bello re-incontrarla qui dopo anni… C’eravamo già ritrovate su internet, ma essere faccia a faccia è un’altra cosa. Sembra incredibile che questa ragazza sia quella bambina che giocava con il Pastore qualche anno fa… Ormai ne sono passati già sei! E così chiacchieriamo, ci domandiamo come si trovi il comune amico sulla "nuova montagna".

I rudun per la premiazione ci sono, ma bisogna aspettare il pomeriggio. Quest’anno non c’è la gara di mungitura, non c’è la dimostrazione di caseificazione, quindi l’attesa sarebbe lunga. Decido di salutare, adesso andrò su Facebook a chiedere a queste amiche chi ha vinto e con che animale.

Quattro passi per salire un po’ più in quota e trovare un posto per mangiare un boccone lontano dal traffico e la confusione del fondovalle. I pascoli sono in fiore, anche se in questa zona sono evidenti le tracce di un terribile incendio di qualche anno fa. La giornata resta splendida, non troppo calda, leggermente ventilata.

Anche l’antica borgata di Faussimagna era stata gravemente danneggiata: il fuoco ha accelerato il lento declino di quelle grosse case in pietra e legno, risparmiando fortunatamente la baita ristrutturata ed utilizzata attualmente come alpeggio. Due delle vecchie case, quelle meno danneggiate, servono ancora come stalla e ricovero precario. Da una porta chiusa si sentono provenire dei grugniti…

Non c’è nessuno alla’alpeggio, saranno tutti giù in frazione Rivets. Le vacche sono più a monte, le raggiungo per scattare qualche foto, mentre mi osservano con sospetto misto a curiosità. C’è una tal pace, quassù. Invece il fondovalle è un via vai ininterrotto di auto che salgono e scendono, con il rombo delle moto lanciate a folle velocità che arriva fin quassù.

Là, a Miss Mucca, il mondo dei turisti, dei villeggianti, e quello degli allevatori, si incontrano per qualche ora. Questi animali invece sono rimasti nei loro pascoli e fanno una siesta nelle prime ore del pomeriggio. Io mangerò poco lontano e riposerò per qualche istante, con il sottofondo del vento e del suono dei campanacci. Poi però viene l’ora del rientro, devo preparare tutto per la partenza, confermare agli amici svizzeri il mio arrivo… E voi, invece, dovrete avere pazienza per tutta la settimana, poi torneranno le storie di pascolo vagante con i miei ed i vostri racconti, dato che continuo a ricevere foto (grazie!).

  1. A proposito di spaccature città-campagna: io ho dovuto spiegare al direttore generale delle strade nazionali svizzere, che ha il giardino della sua cassa di vacanza in confine con un pascolo recintato dei miei asini, che forse non era il caso di ammucchiare rovi e altro materiale vegetale da pulizia del giardino… SOPRA al recinto elettrico degli asini… Per fortuna i miei asini sono bravi e non sono scapppati: un picchetto d'angolo era quasi in terra e il filo idem… :o(Ciao! Chiara

  2. Alle volte penso che, d'estate, un mesetto passato a lavorare in malga farebbe un gran bene a me ed alla Chicca: a me, per ricordare i tempi del Lagorai (17 anni fa!) e per perdere peso, a lei per crescere ancor meglio di quello che già sta facendo…Leelap.s. ma che grossi quei rudun, non danno impiccio alle vacche?

  3. quella gi levare campanacci dopo le 22 è troppo forte..davvero la gente eè strana.  ho scoperto solo oggi per caso il blog. ora lo seguirò molto di più. i miei complimenti.  ciao dado da perugia

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