L'arrivo sull'alpe

Le previsioni del tempo, in questo mestiere, non si sfidano… si accettano passivamente o, quando lo si può fare, si cerca di usarle per non correre dei rischi. Questa volta le previsioni parlavano di violenti temporali, ma per fortuna la transumanza stava iniziando con condizioni buone.

Il gregge, al mattino presto, era già in cammino. Lentamente si saliva lungo la strada, ben sapendo che la destinazione finale era molto, molto più su. Il fiume di pecore offriva il solito spettacolo, ma ben pochi lo potevano apprezzare, in quel sabato mattina. Più in basso, nel fondovalle, si sentiva invece il suono caratteristico di una rudunà, infatti c’era anche una transumanza di vacche diretta all’altro versante della valle.

Abbandonato l’asfalto, si inizia a salire nel bosco lungo una pista che, più avanti, diventerà sentiero. Le pecore sono lente, chi è alla fine della fila si domanda come mai davanti non procedano più spediti, in fondo qui non ci sono ostacoli, non ci sono problemi… L’aria è fresca, ma camminando ci si riscalda e c’è pure il sole a rendere più gradevole il viaggio.

Il tempo, come sempre, è un ottimo argomento di conversazione… Sarà proprio vero che nel pomeriggio arriverà la pioggia, i temporali? Riusciremo a raggiungere le baite senza la nebbia, a differenza di due anni fa? E’ possibile che l’indomani possa davvero nevicare? Le pecore intanto continuano il loro cammino.

Le montagne della valle hanno ancora le cime imbiancate e parte della neve è fresca, caduta nei giorni scorsi. Si spera che, più a monte, le forti precipitazioni non abbiano causato danni. Un anno è l’alluvione, un anno sono le valanghe, il successivo… Insomma, c’è sempre qualche imprevisto ad incrociare il cammino del gregge.

Giovanni osserva il passaggio delle pecore, la speranza è che tutto fili liscio, ma già al mattino presto qualche contrattempo si presenta ad "animare" la giornata. Si cerca di girarla sullo scherzo, chissà quante cose potranno ancora succedere, prima che sia sera! E non è detto che siano colpa delle donne, o degli uomini… A volte la colpa è della fretta, della stanchezza, del nervosismo. Nonostante questi piccoli momenti di tensione, la transumanza comunque procede bene, per adesso.

Una breve pausa per le pecore, qualcuno torna indietro per recuperare i mezzi ed anche il cibo, che non è dove doveva essere. Ci si organizza anche per chi tornerà a valle il giorno successivo o quel giorno stesso, di modo che le macchine siano nel punto più comodo dove raggiungerle.

Quelli che sono rimasti riprendono il cammino con il gregge, che si snoda in una lunghissima fila lungo la pista. Dalla fine della colonna arriva l’abbaiare dei cani, le grida degli uomini che incitano gli animali, davanti invece le prime pecore e le capre camminano veloci, quasi spingendosi, come se avessero fretta di arrivare a destinazione.

Le piogge hanno rovinato la fioritura dei maggiociondoli, che quasi non hanno profumo. La vegetazione quest’anno è in ritardo, la primavera non è sicuramente stata calda. Il pastore non ha tosato le pecore e, per adesso, non è pentito di questa scelta, anche se nella lana ci sono parecchi semi spinosi che gli animali hanno "raccolto" lungo i fiumi.

Si attraversa un ruscello, le pecore hanno sete nonostante non faccia caldo. Sono ancora evidenti i segni delle passate stagioni: alberi e rami divelti dalla furia dell’acqua o delle valanghe. La mulattiera sta per sfiorare la strada asfaltata, finalmente anche gli uomini potranno fare uno spuntino, a metà tra una colazione tardiva ed un rapido pranzo.

Poco per volta il gruppo si compatta, si "prepara tavola" e ciascuno si serve con ciò che preferisce. Il discorso si sposta sulla teleferica, che parte proprio da quel punto. Con apprensione tutti guardano verso l’alto, alla base dell’ultimo pilone pare ci sia stata una frana: e se il pilone si fosse inclinato? E se fosse scivolato verso valle? La corda principale non sembra sufficientemente tesa… Che fare? Qualcuno inizia a raccontare le brutte avventure dell’anno precedente, quando invece il carico forse eccessivo aveva fatto sì che il carrello toccasse i rami, rimanesse impigliato e… si rovesciasse, spargendo cibo, pentole ed ogni alta cosa giù per il pendio. "Proprio nel punto più ripido!". Si era recuperato il recuperabile, ma…

Per fortuna dall’alto arrivano voci positive, il pilone è a posto, si può tirare un sospiro di sollievo, perchè nessuno voleva pensare a cosa poteva voler dire dover portare su tutto a spalle, anche utilizzando qualche asino come aiuto. Il carrello inizia la sua salita mentre tutti trattengono il fiato, poi ci si rimette in marcia e le pecore non vogliono saperne di incamminarsi. Il passaggio di questo torrente richiederà un tempo infinito…

Le pecore si allargano a pascolare, le retrovie non arrivano, non si capisce bene cosa stia succedendo nel bosco. Per fortuna c’è il sole, altrimenti questa attesa avrebbe potuto essere snervante, irritante! Che fare? Come mai sotto ci impiegano così tanto tempo? Davanti non ci sono cani, gli animali fanno quello che vogliono, è impossibile contenerli.

Solo gli asini seguono il sentiero, mentre il gregge appare e scompare tra alberi e radure. Loro preferiscono non faticare troppo affrontando ripide salite, così, brucando lungo la strada, poco per volta salgono verso i pascoli oltre il bosco. C’è un buon numero di asini, anche se il pastore ha detto che alcuni sono già all’alpeggio a Malciaussia, insieme alle vacche.

Più tardi Giovanni raggiungerà il gregge, dopo aver finito gli spostamenti dei mezzi ed aver completato il secondo carico della teleferica. Finalmente gli animali verranno un po’ ricompattati ed inizieranno a salire verso l’alto, uscendo dal bosco. Il tempo tiene ancora, nonostante i nuvoloni che si addensano qua e là. L’attesa sarà ancora lunga… Il sentiero in qualche punto è quasi interrotto da frane che sembrano molto recenti.

Finalmente si arriva alle ultime curve del sentiero, Cristina ha un agnello a spalle e ci racconta le varie peripezie che hanno rallentato la salita: il passaggio difficile del torrente, il basto dell’asino scivolato a terra, una generale mancanza di coordinamento, con tutti che gridavano da una parte e dall’altra, una pecora che non voleva più saperne di salire, un’asina zoppa… Il gregge adesso si sta radunando nei pascoli sotto la bastionata: gli animali brucano tranquilli, sembrano non avere intenzione di salire, d’altra parte mancano ancora gli uomini con i cani a "chiudere" la transumanza.

Quando si arriva quasi in vista dell’alpeggio, c’è un balcone naturale sulla valle, con questo enorme sasso che pare uno scherzo della natura. Arriverà, il temporale? Ormai non fa (quasi) più paura, visto che le baite sono lì vicino. Tra l’altro, pare che ci sia un altro imprevisto: le frane non hanno danneggiato la teleferica, ma manca l’acqua… perchè probabilmente uno smottamento deve aver interrotto i tubi. Ci sono 1.700 metri di tubazione che, dal torrente più vicino, corrono fino all’alpeggio, con un dislivello di appena 22 metri.

Ecco le baite di Balmafol, questa volta la nebbia non c’è, per il momento splende il sole, pur con un’arietta abbastanza fresca. Quanto tempo per arrivare fin quassù… ed il gregge comunque non c’è ancora, solo qualche asino ha completato la transumanza, per adesso!

Arriva il secondo carico della teleferica, manca ancora l’acqua e si è scoperto che le piogge degli scorsi giorni sono riuscire ad entrare in una delle baite, bagnando l’unico letto che non era stato coperto con un nylon. Si prova a far asciugare materasso e coperte al sole, ma… D’altra parte, a quasi 2000 metri, non si può pretendere di avere proprio tutto! Oggi ci sono già comodità e "lussi" che le passate generazioni di pastori non si sognavano nemmeno. E pensare che questo alpeggio viene citato già nei documenti del 1600!

Finalmente arriva anche il gregge. La lunga colonna si attorciglia sulla mulattiera, per affrontare quel tratto lastricato del sentiero che sale ripido oltre la bastionata rocciosa. Il cammino adesso è veramente concluso, sono passate quante ore da quando si è partiti? Almeno una decina… però alla fine è andato tutto bene! La transumanza a piedi è faticosa, ma caricare gli animali sui camion è persino peggio.

Le pecore vengono chiamate avanti, l’erba verde brilla nell’ultimo sole pallido, il tempo sta cambiando rapidamente, le temperature si stanno abbassando e sempre più si riflette su quanto stiano bene le pecore con la lana lunga. Fossero state appena tosate… E così il gregge si porta in avanti, attraversando i ripidi versanti che pascolerà nei giorni successivi.

Mi suggeriscono di salire sulle rocce sovrastanti l’alpeggio, per fotografare di là l’arrivo del gregge, ma pecore e nebbia stanno avanzando di pari passo. Un paio di istanti dopo questo scatto, il gregge è presente solo più come suono confuso di belati e campanelle, mentre la nebbia avvolge tutto.

Gli animali prendono possesso del luogo, mentre gli uomini svolgono i vari compiti: chi si occupa degli agnelli, chi ancora sta cercando di avere la meglio sui tubi dell’acqua, chi prepara i letti e chi tossisce vicino alla stufa che stenta ad accendersi. Lentamente l’alpeggio prende vita, dimenticando in fretta i lunghi mesi trascorsi da quando tutto era stato chiuso e gli animali erano scesi a valle.

Uno degli ultimi lavori di giornata è quello di predisporre il recinto per gli animali. L’acqua intanto è arrivata, le vasche della fontana si stanno lentamente riempiendo, ma l’indomani si provvederà ad aggiustare qualche tratto per il quale adesso è stata trovata una soluzione di fortuna temporanea. Quando finalmente tutti saranno nelle baite… si potrà dire che la giornata è andata bene ed il tempo è stato clemente!

A cena si può ridere e scherzare: c’è la luce, c’è l’acqua, la televisione funziona, la stufa scalda, dopo aver affumicato l’ambiente, c’è cibo in abbondanza e non manca l’allegria, aiutata anche dal vino. L’indomani si vedrà… per adesso si può andare a letto con la pancia piena ed una buona dose di stanchezza accumulata da quando era suonata la sveglia al mattino. Prima di raggiungere il letto, uno sguardo all’impressionante panorama della pianura illuminata di migliaia di luci gialle, bianche ed arancioni. C’è una vista spettacolare, da Balmafol… Ma viene anche voglia di non dover più scendere a far parte di quelle luci, di quel mondo lontano e vicino nello stesso tempo.

  1. Mamma mia che posti fantastici!!!Si può sapere qualcosa di più sui luoghi di questa transumanza? Sul proprietario? Sul gregge?Grazie mille!!!Ruggero!!!P.s. Le foto dei camion della transumanza di Fulvio? Albino e Flavio quando salgono?

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