Cosa vuol dire passione

Tra i racconti che ci saranno nel mio futuro libro, uno dovrebbe riguardare le Reines, le famose vacche delle battaglie valdostane… ma non solo. Come fare a saperne di più? Andare a vedere un combattimento, certo… ma soprattutto parlarne con un vero appassionato, anche se Piemontese (infatti le battaglie sono molto sentite anche nella nostra regione, specialmente nelle aree canavesane di confine). E così sono andata a trovare Marco, sperando che una chiacchierata con lui potesse fornirmi informazioni a sufficienza.

In Val d’Ayas la giornata era delle più belle, mercoledì. Il panorama poco sopra le baite era uno di quelli che ti fanno capire quali sono gli elementi che fanno sì che uno abbia la passione per questo duro mestiere. Da dove finiva la strada (e che strada!!!) non ho dovuto camminare molto per arrivare alle case. Dopo i saluti, siamo partiti per i lavori di giornata: spostare fili e picchetti…

Marco poco per volta mi raccontava la sua vita, com’è nata la sua passione/professione. Quella vacca comprata da suo padre alla nascita del fratello "…perchè mia mamma aveva poco latte", quella passione che comunque in famiglia c’era, l’amore per le vacche piemontesi, ma soprattutto per le Reines. "Fin da bambino andavo con il nonno alle battaglie, è stato lui che me l’ha trasmessa." La scuola di agraria ad Aosta, le stagioni in alpeggio come apprendista a 14 anni "…e su eravamo 4 ragazzi, tra i 12 ed i 14 anni, tutti a mungere a mano, e ci facevano lavorare come gente adulta, ma è così che impari davvero." Finita la scuola, i genitori gli offrono la possibilità di continuare gli studi all’università, "…ma questo lavoro lo devi iniziare da giovane, non puoi aspettare fino a chissà quando… E poi Torino non sarebbe stato il posto per me."

Delle Reines iniziamo a parlare lì, quando ce le troviamo davanti. Le due sue favorite… Vengono subito incontro per farsi coccolare! E così anch’io inizio a conoscere questi animali, piccoli, ma fieri. La fama li vuole combattenti, e così è, ma solo per affermare la propria supremazia, guadagnarsi il pascolo migliore. "Ci sono quelle che invece hanno meno questo spirito, ovviamente non sono uguali, infatti non tutte diventano Reine." Marco racconta anche del triste episodio della scorsa estate, quando le sue due bestie migliori sono cadute nel precipizio, anche quella che aveva vinto dei premi. "Aveva nevicato, in agosto… L’erba era cambiata, quella sulle cenge rimaneva un po’ più buona, e loro sono andate a carcarla…". Un momento che non vorrebbe nemmeno ricordare.

La grande passione si vede! Delle battaglie parleremo poi a lungo dopo, seduti all’ombra davanti alla baita. Scriverò molte pagine che mi saranno utilissime, di cui però non voglio svelarvi nulla adesso… Gli occhi di Marco luccicavano, mi ha portata virtualmente là, dove si svolgono le battaglie, mi ha fatto vivere le emozioni, i suoni, le gioie e le delusioni di quei momenti. Questa è vera passione… una fissazione, una follia per chi non capisce, un amore immenso per altri, al punto che te lo fai tatuare sul braccio… "Ed una vera Reina deve nascere e morire nella tua stalla… I commercianti che comprano, fanno combattere, rivendono… Quello non è il vero spirito."

Continuiamo il cammino, saliamo nell’alpeggio alto, dove tra non molto sposterà le vacche, poi cerchiamo di attraversare per raggiungere un alpeggio confinante. Baite diroccate, montagna dritta, ripidissima, che si sta chiudendo per gli arbusti. Anche il sentiero, se non sai che c’è, non lo troveresti mai. Camminiamo tra erba alta, ortiche, lamponi (ecco perchè non vedi mai un margaro o un pastore con i pantaloni corti…), poi finiamo tra gli ontani, ma per fortuna è un tratto non troppo lungo ed arriviamo ad attraversare il torrente.

Dall’altra parte, le manze lasciate incustodite da un altro allevatore. Il loro pascolo è delimitato da picchetti, fettuccia e batteria… Sono cambiati i tempi, sono mutate le modalità di lavoro anche in alpeggio! Concludiamo il nostro giro scendendo tra i larici ed attraversando su di un ponte in legno un ruscello spumeggiante con delle pozze di acqua verde in cui i cani fanno il bagno.

Quando arriviamo alle baite l’ora di pranzo è ormai giunta, a dire il vero sono quasi le 2 del pomeriggio quando ci metteremo a tavola e Marco mi offre un pranzo "da re", durante il quale continuiamo a chiacchierare di amici comuni (chi l’avrebbe mai detto, che Giovanni Vacchiero è un loro amico di famiglia…), di alpeggi, di quali sono le prospettive per un giovane che intraprende questo mestiere. Poi viene il momento dell’intervista ed il pomeriggio scivola via veloce, fino a quando mi incammino sul sentiero del ritorno. E’ stato un vero piacere conoscere Marco e chiacchierare con lui, perchè sono queste le persone che mi fanno credere nel futuro. La sua formazione non è stata quella "classica", ma l’apertura maggiore delle sue vedute gli garantisce quella marcia in più che potrebbe fare la differenza. Gli auguro buona fortuna per la sua attività e… ovviamente tante soddisfazione con le Reines! "Ti invito poi alla battaglia, ma inizia ad andare a vedere i video su youtube…".

Ritorno a valle guidando agevolmente su questa strada fantastica che si inerpica nel vallone, passando in posti impensabili. Tutti i tratti più ripidi e le curve sono state lastricate così… E pensare che porta ad un alpeggio semi-abbandonato, non ad uno dei grandi alpeggi della fontina! Ma, d’altra parte, sembra che la Regione dia il 75% di contributi a chi sistema una baita… Non so se in Piemonte ci siano vantaggi del genere, ma non credo che, se esistono, la percentuale dei fondi concessi sia così elevata!

Scendendo, mi devo solo fermare in un punto, a spostare questi due paperottoli che riposano tranquillamente in mezzo alla carreggiata. Cosa ci facevano lì, nel tratto in cui la strada corre tra la bastionata di rocce e lo strapiombo che cade sul torrente, diverse decine di metri più in basso?

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  1. Conosco molto bene questa sensazione: la passione per qualcosa di non comune, e sapere in fondo che c’è un pizzico di follia che condisce tutto se no non si potrebbe ragionare e agire contro ogni logica. Io la provo per i cavalli. Quella sensazione che ricevo in cambio non la provo per niente altro. Immagino che per chi ama le Reines o la pastorizia o altri aspetti simili sia più o meno uguale.
    Il finale di questa coinvolgente viaggio, mi sembra degno di nota: due paperoghe che non aspettavano che te sulla strada ! :-))

  2. Un angolo di Val d’Ayas che non conoscevo, con il Monte Avic davanti. Ero andato da quelle parti per vedere due cantieri forestali, ma non mi ero spinto così in alto. Le strade… lassoma perdi!
    Ma quella nera è una d’Herens?

  3. John Deere, hai occhio fino!
    ora, non mi ricordo la genealogia esatta, ma credo tu ci sia andato molto molto vicino!
    che bello il mio cane obeso in villeggiatura :)

    G.

  4. @scarlet: sì, la passione è così… sia per una “cosa”, un “genere”, un’altra persona. un sentimento puro, che genera emozioni, quasi mai vuole qualcosa in cambio… e Marco lo spiegava così bene, quando parlava della vacca che cerca il padrone al termine della battaglia, scontrosa e triste se l’ha deluso, perdendo, oppure fiera ed in attesa del suo abbraccio in caso di vittoria
    @anonimo #2: ????
    @john: si sale da challand, alpe la sort. per le d’Herens, non ti ricordi le lezioni di zootecnia, la valdostana castana, quella delle antiche migliori fontine?
    @nonnapapera: vai a sapere che ci facevano lì…
    @G: sì, proprio villeggiatura, non è che lì abbiano molto da fare… e quando sarebbero serviti erano assenti per una gita, ma ti spiego meglio via e-mail ;-)

  5. grande marzia!sono entusiasta quanto te (se non di più)x la giornata trascorsa insieme!
    ti ringrazio ancora tanto.ora però voglio andare a cercare le due paperotte!!
    hai poi trovato su youtube i video?
    ciao ciao
    x gizzo..registrati bestia,non far l’anonimo!!hai visto?son famoso!più veloce pelandrino!!!

  6. @sabot85: oh, rieccoti qui! questi marghè tecnologici di nuova generazione… ;-)
    ho visto i video su youtube, ne ho guardato uno di aosta ed uno della svizzera. ti avevo chiamato per dirti delle papere, ma avevi il cellulare che non prendeva. sono (erano?) nel pezzo dove la parte è più ripida, quello che inizia a scendere dopo il tratto quasi in piano.
    eh, gizzo non si vuole esporre…
    @heidi&peter: bravi, bravi!

  7. ciao a tutti è la seconda volte che scrivo in questo blog ma ogni giorno vengo a leggerlo.
    sarà strano ma pur essendo di genova sono un grande appassionato della razza valdostana e delle reines.
    nel mese di agoato sono fisso su e seguo le eliminatorie in tutta la valle.invito tutti coloro che fossero inressati a visitare il sito che ogni eliminatoria viene aggiornato con foto e dettagli della giornata.
    http://www.amisdesreines.com.
    un saluto a tutti emanuele (16nni)

  8. Quest’anno sono un po’ ferma ai box a causa di problemi a un ginocchio (spero passeggeri :-( ) , allora vado un po’ in montagna visitando il tuo blog… Certo che posti come questo sono proprio dei piccoli gioielli! Che voglia, in queste giornate terse (tra un diluvio e l’altro…) di salire su su su…

  9. ho trovato una presentazione di foto sulle reines a cui avevo assistito l’autunno scorso,dopo quello che mi era capitato d’estate (avevo perso due bovine) mi sono fin commosso talmente è ben fatto,con le musiche particolari.il sito è stefano torrione.com entri nella prima pagina e poi vai su video,combat final.mi vien una pelle d’oca ancor oggi..
    ciao ciao

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